Nonna di 81 anni torna a casa dopo ricovero per corona virus

L’esperienza del coranavirus di Nonna Armanda

Dopo l’incubo del contagio al covid-19, inizialmente si pensava ad un ictus, torna a casa l’anziana donna.  Si chiama Armanda Bottini Campolunghi 81 anni e prima anziana a guarire completamente dal coronavirus. Era stata ricoverata al Policlinico San Matteo martedì sera e dopo oltre una settimana di ricovero torna a casa dalla sua famiglia e giusto il tempo di dare un’occhiata alle mura della sua casa di Borghetto Lodigiano, vedersi accanto i volti della figlia Mariastella e del nipote Mattia, scoppia in un pianto liberatorio. Parla a fatica, non è ancora in forza e per comunicare si affida al nipote di 23 anni che  come il resto della famiglia, si in isolamento domiciliare per il rischio di contagio dovuto ai contatti prolungati con la nonna. La quale però, il virus lo ha visto in faccia, combattuto e infine sconfitto mentre tanti altri anziani hanno trovato la morte. Le sue parole dopo le dimissioni: «Sono stata male, non ricordo nulla ma ora va un po’ meglio». Sul coronavirus: «Abbiamo provato a parlargliene», afferma Mattia Cagnazzi, «ma lei cambia sempre discorso: o non si è resa conto o si è spaventata al punto da voler evitare ogni riferimento. Certo, ha corso un rischio enorme». Armanda Bottini Campolunghi è originaria di Chignolo Po, ma vive a Borghetto Lodigiano dal dicembre scorso: non riusciva a stare più da sola dopo una frattura del femore che l’aveva portata per mesi a vivere più negli ospedali che nel suo appartamento. Il 24 febbraio, mentre pranzava con i parenti, ha perso conoscenza, non rispondeva più, respirava a fatica: sembrava in tutto e per tutto un ictus. I soccorritori l’hanno portata d’urgenza al San Matteo dove però, viste le difficoltà polmonari, hanno avuto il sospetto che avesse contratto il Covid-19. Intuizione giusta, il tampone è risultato positivo.

La famiglia in isolamento

«Ho avuto una gran paura di perdere mia nonna», racconta Mattia, «visto tutto ciò che sta succedendo intorno a noi. In quei giorni di ricovero non abbiamo mai potuto vederla, anche noi siamo finiti in isolamento, però i medici del San Matteo ci chiamavano ogni giorno per informarci delle sue condizioni di salute. Alla fine lei ce l’ha fatta, alla notizia che era guarita e l’avrebbero rimandata a casa abbiamo tutti pianto di gioia. Tante persone anziane stanno morendo, lei ce l’ha fatta e ha dimostrato che si può sconfiggere questo virus». Mentre Armanda riposa, ancora molto debilitata, nella sua camera da letto, Mattia dedica una parola ai medici del San Matteo: «Sono degli angeli, non abbiamo mai potuto incontrarli di persona, ma appena usciremo dall’isolamento voglio andare a Pavia a ringraziarli per aver salvato mia nonna».

«Al paese è considerata una “roccia”»

«Lei è la roccia del paese e con la sua guarigione ha regalato a tutti noi un raggio di luce», afferma Giovanna Gargioni, il sindaco di Borghetto Lodigiano, che ha chiamato la famiglia per informarsi della salute della nonnina. Il paese, fuori dalla zona rossa, conta a oggi tredici casi di positività e fortunatamente nessun decesso. Il contagio è partito da un sacerdote che opera nella casa di riposo (poi messa in quarantena) e anche nonna Armanda dovrebbe aver contratto direttamente dal religioso il virus.

Adiura Livorno

Spunti articolo corriere.it

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