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Assistenza domiciliare. Quando richiederla. Come farla accettare ad un anziano.

Adiura livornoEventi e NewsAssistenza domiciliare. Quando richiederla. Come farla accettare ad un anziano.
4 Marzo 2020 Posted by Adiura Livorno Eventi e News

Quando si diventa anziani, si rischia di rimanere soli o di non poter contare del supporto dei figli. Può arrivare quindi il momento in cui per proseguire un’esistenza dignitosa c’è bisogno di un aiuto, di un sostegno umano a cui appoggiarsi per riprendersi in mano la vita e affrontarla in maniera decente. Ma spesso entrano in gioco l’orgoglio e il rifiuto mentale di accettare che le forze sono venute meno, che dopo una vita di lavoro, trascorsa a crescere figli e nipoti, è giunto il tempo di affidarsi all’assistenza domiciliare di una badante. Non sempre i figli, per impegni di lavoro o per la distanza, o anche semplicemente perché sono a loro volta già avanti con l’età, sono in grado di seguire i propri genitori in tutto e per tutto. In una intervista, Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione italiana di Psicogeriatria, spiega quando l’aiuto esterno diventa indispensabile.

 

Cambiamenti caratteriali dell’anziano

«Uno fra i primi segnali — spiega Marco Trabucchi, presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria — è che l’anziano “non è più lui”, e si manifestano lievi ma importanti modifiche caratteriali. Può diventare aggressivo, irritabile, sospettoso verso le persone che lo circondano. Confonde chi sta cercando di aiutarlo, pensando che vuole fargli del male». I cambiamenti sono graduali e in genere vengono percepiti in tempi diversi da parte di parenti attenti.

Perdita di peso

Se la persona anziana è più magra del solito può essere un segnale che sta mangiando male e potrebbe essere l’esordio di una malattia cognitiva. Le persone che soffrono di deficit di memoria, come ad esempio del morbo di Alzheimer, spesso dimenticano di mangiare, saltano i pasti e non sanno gestire correttamente il cibo. . È chiaro che un parente affettuoso e presente si accorge prima se un anziano non mangia, ma a volte abitare distanti non fa intuire il problema.

Cambiamenti in casa

Una casa pieni di oggetti non è per forza un segnale negativo. Tuttavia, se dopo una vita di ordine e polizia la casa appare sporca e disordinata potrebbe essere il segnale di un problema cognitivo. Episodi più eclatanti come il latte in lavastoviglie invece che nel frigorifero sono invece chiari segnali di demenza

Igiene personale

Se notate che l’anziano ignora l’igiene personale, che non si fa la doccia per lunghi periodi è un segnale da non trascurare. In genere, quando viene invitato a lavarsi non si rende conto di aver trascurato l’igiene personale

Posta accumulata

Decine di messaggi di posta elettronica non aperta o cumuli di lettere nella buca sono un segnale eloquente di declino cognitivo. La puntualità nel pagare bollette o fare donazioni viene meno e queste attività passano totalmente in secondo piano con il rischio di andare incontro anche a problemi con i creditori

Strani farmaci

Se l’armadietto dei medicinali si riempie improvvisamente di farmaci insoliti e inutili la spiegazione potrebbe essere un deficit cognitivo. Il pericolo è che abusino di farmaci di cui non hanno bisogno o li assumano nei momenti sbagliati

Perdersi in luoghi familiari

«Quando l’anziano, abituato a percorsi di routine come andare in chiesa o in banca, non trova più la strada per tornare a casa non è più possibile rimandare una richiesta d’aiuto, questo per non mettere in pericolo la sua incolumità, perché non è più in grado di muoversi in autonomia», chiarisce Marco Trabucchi. Non è un problema per forza legato all’Alzheimer, ma è un comportamento che può risultare pericoloso.

Come convincere ad accettare la badante

Il più delle volte però l’anziano rifiuta di accettare la presenza di una badante e tutte le argomentazioni proposte sono rifiutate. «È necessario avere la forza di insistere — suggerisce lo specialista — perché l’esperienza dice che poi nella maggioranza dei casi il rapporto con la badante, se questa è capace, viene accettato, anzi valorizzato e sostituisce in parte quello dei parenti». Bisogna essere gentili e concreti, mai generici. «Come fai a farti il bagno da solo?», invece di «Sei vecchio, ti dimentichi le cose». «Se cadi che cosa succede?» invece di «In casa non te la cavi più da solo». Può essere strategico introdurre l’assistente solo per qualche ora alla settimana, per poi prolungare in modo graduale la presenza. Scegliere una persona, dove possibile, che l’anziano già conosce perché magari aveva curato i nipoti, è un aiuto. «L’importante è affrontare questo momento con dolcezza e serenità. Arrabbiarsi o sgridare non serve a niente. Il rifiuto si acutizza, con il risultato che invece sorgono sensi di colpa per aver trattato male il proprio genitore anziano» avverte Trabucchi.

In caso di ricovero in una residenza per anziani

Più delicato l’aspetto del ricovero in una residenza per anziani, perché viene vissuto come un abbandono sia degli affetti sia dei luoghi cari. Se il famigliare, dopo aver consultato il medico, è convinto che non vi siano alternative, è bene andare avanti determinati. Inutile prolungare l’agonia. Ma attenzione ai sensi di colpa, perché questa scelta non vuol dire abbandonare il proprio caro. Andare a trovarlo spesso scegliendo una struttura non lontana da casa è un modo per continuare ad accudire il proprio parente, senza farsi assalire dal rimorso.

Ricerca della giusta figura assistenziale

La cura nella ricerca della giusta figura assistenziale domiciliare per i propri cari non è una cosa da sottovalutare. In un precedente articolo di Adiura Livorno avevo evidenziato i rischi in cui potrebbe andare incontro la famiglia con la ricerca fai-da-te di una badante. Oltre al danno economico, da non sottovalutare, molto più importante è il danno arrecato all’assistito che subisce, a volte in silenzio, una sbagliata gestione dei servizi assistenziali. Rivolgersi ad agenzie qualificate, oltre ad un risparmio economico, non si va incontro ad inutili e poco piacevoli situazioni. Un altro vantaggio è il giusto inserimento del livello contrattuale della badante che successivamente, quando se ne verificano le condizioni può essere aumentato, fornendo alla badante un motivo in più, per fare il proprio lavoro con dignità e continuare ad assolvere i propri doveri.

 

Spunti dell’articolo Corriere della sera

Foto da freepik.com