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Le regole di Adiura Livorno nella scelta delle Badanti

Adiura livornoEventi e NewsLe regole di Adiura Livorno nella scelta delle Badanti
16 Marzo 2020 Posted by Adiura Livorno Eventi e News

LE 10 REGOLE CHE SEGUIAMO

1) Cosa chiediamo al colloquio.
Il colloquio preliminare è importantissimo: serve a verificare i requisiti del candidato, ma anche competenze, motivazione e disponibilità. Partiamo dalle basi: la persona ha tutti i documenti necessari (carta d’identità, tessera sanitaria e, se cittadino extracomunitario, permesso di soggiorno)? Conosce l’italiano o altre lingue? Ha almeno un paio d’anni di esperienza nel settore, magari con l’attestato di un corso di formazione in area sociosanitaria (OSS, OSA)? Possiede referenze verificabili? Per quanto riguarda le competenze, invece, è bene verificare la preparazione della badante sulla cura dell’igiene personale, la capacità di assistere moralmente e fisicamente l’assistito (nel caso di pazienti allettati, per esempio, la vestizione e il cambio della posizione sono fondamentali), l’esperienza nell’aiuto domestico (pulizia della casa, cucina, uso degli elettrodomestici) ed eventualmente l’autonomia nello svolgere piccole commissioni. In generale, è molto utile sottoporre il candidato a casi concreti per capire la preparazione. Basta la classica domanda: “come si comporterebbe se…?”. Chiedere poi in modo diretto di fare esempi relativi alle sue esperienze precedenti, cercando di percepirne la capacità di empatia e la “dolcezza” che dimostrerebbe con i propri cari. E infine, va verificata la disponibilità della badante rispetto alle esigenze della persona da assistere.

2) Capire la candidata in base alle domande che ci pone.
Per fare l’assistente familiare è necessario che ci sia una passione verso questo lavoro, che vada oltre l’interesse economico. Per questo la conversazione va stimolata: il candidato deve essere spinto a parlare delle sue esperienze passate, di come interagiva con l’anziano, degli aspetti positivi e negativi del suo lavoro. Va analizzata la pazienza, l’attitudine al dialogo e, soprattutto, il rispetto dell’assistito.

3) Le candidate escluse.
Massima accortezza nella selezione: vanno esclusi tutti coloro che non rispondono ad uno o più requisiti precedenti: documenti in regola, motivazione, competenza.

4) Cosa fare nel caso di incompatibilità con la  persona.
Prima di tutto capiamo il perché dell’incompatibilità: sono motivazioni caratteriali o pratiche? In alcuni casi la questione può risolversi semplicemente parlando con la badante, in altri può essere necessario sceglierne una più compatibile. La cosa importante, comunque, è far sentire sia ai nostri cari che agli assistenti familiari la propria presenza.

5) Come verificare che va tutto bene?
Osserva come la badante si comporta con la persona anziana e con i familiari durante le ore di lavoro, e chiedi costanti pareri al tuo caro.

6) Come sfruttare al meglio il periodo di prova?
In generale, chiedendo all’assistente di occuparsi di tutte quelle mansioni che tu e gli altri familiari potete controllare siano svolte in modo corretto.

7) Quanto contano le referenze?
Da 1 a 10? 10. Purché siano verificate senza preavviso.

8) Conta l’istinto e la sensazione che dà la persona?
Anche qui molto: diciamo 8 su 10. In alcuni casi l’istinto dice molto più di un buon curriculum. In altri, invece, bisogna andare oltre e mettere alla prova.

9) Meglio giovane o con più esperienza?
Non ne farei un caso di età: la scelta dipende dalle caratteristiche che sono necessarie per accudire al meglio la persona assistita. In particolare, abbiamo persone che, seppur giovani, si sono dimostrate veramente attente ed esperte.

10) Alzheimer o medicazioni come facciamo a capire se la badante è all’altezza?
Già in sede di colloquio occorre verificare che il candidato abbia una formazione adatta alla patologia specifica, che può consistere in competenze teoriche e esperienze pratiche (conoscenza ed assistenza alla somministrazione di farmaci, capacità di sollevare e mobilizzare pazienti allettati). Niente comunque sostituisce una “messa alla prova”, per verificare come si muove e come reagisce nell’interazione con l’assistito sul campo.

Conclusioni.

Il lavoro di ricerca e selezioni della figura assistenziale, lo facciamo con impegno e professionalità per garantire all’assistito e alla famiglia il meno stress possibile, soprattutto durante la prima fase, l’inserimento. Ci impegniamo quotidianamente affinché i servizi richiesti dalle famiglie, vengano erogati nel migliore dei modi, fornendo sicurezza e qualità degli stessi. In un articolo abbiamo spiegato i pro ed i contro del fai da te nella ricerca della badante.

 

Foto da pixabay